IDEARIUM.ORG è un progetto di Leandro Agrò & Andrea Benassi. Collaborano: Matteo Penzo, Daniele Cerra, Aaron Brancotti, Teresa Colombi, GianAndrea Giacoma e di tutti gli autori.


Interfacce audio multi-touch: un esempio davvero tosto

Leandro Agro
April 17th, 2009 di Leandro Agro
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Non so dirvi se stilisticamente questa UI è adeguata. In effetti rimane abbastanza “tecnica” e non comprensibile se non per gli addetti ai lavori del synth, MA ha davvero una spettacolare dinamicità (sono tutti controlli attivi, non è che sposti le cose ingiro per semplice bellezza) e scatena dei suoni davvero intriganti. Il multi-touch sta davvero cambiando le cose che si possono fare con un computer (o un iphone) e mettendo alla portata di molti, dei task che prima erano per specialisti. D’altro canto, di come certi modelli mentali cambino il modo di approcciare task anche tradizionali, ne parlavo pochi giorni fa in questo articolo:
Sicurezza fisica in salsa illustrator
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Dal mio personale punto di vista, il multi-touch ha dalla sua una lunga tradizione (ci sono venti anni di studi accademici) ma -al contempo- rappresenta qualcosa di molto “fresco”, per merito di tutti quegli sviluppatori e maker che lo usano senza troppi classicismi. Certo vedremo anche delle cose bruttine, ma da questo fuoco di artificio delle sperimentazioni varie, sono certo emergeranno anche paradigmi davvero validi e robusti.

iPhone sta dando una grande mano alla HCI. I desktop mouse based non sono mai stati in grado di supportare così tante sperimentazioni in così breve tempo. Quel ruolo -semmai- era stato relegato ai videogiochi.

Enjoy http://matrixsynth.blogspot.com/2009/04/quick-jasuto-demonstration.html



Quick Jasuto demonstration from Jasuto on Vimeo.

ps. grazie al magico pro-Tuzzi per la segnalazione :)

MAKE: Le sculture dinamiche, finalmente viste da vicino

Leandro Agro
April 9th, 2009 di Leandro Agro
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Maker Profile - Kinetic Wave Sculptures on MAKE: television from make magazine on Vimeo.
Lui è: reubenmargolin.com

Wearable Computing: Dal CyberPunk alla Realtà.

Leandro Agro
February 9th, 2009 di Leandro Agro
in No Tags

MIT Wearable Computing
Il MIT Media Lab ha una lunghissima tradizione nel wearable computing. Mentre nella Science Fiction gli autori si perdono nella notte dei tempi (a me viene in mente il solito SnowCrash), nella realtà sono proprio stati loro -quelli del MIT- a percorrere per primi la strada.
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Certo, anche nella buona vecchia DOMUS ACADEMY (e penso anche a certi Concept realizzati per Motorola) si sono fatti tanti bei ragionamenti e concept, ma al MediaLab è diverso. Loro fanno prototipi funzionanti.
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nota: Il MediaLab è -da qualche anno- in forte ribasso nelle hype list. Adesso torna sulle pagine dei giornali con un suo cavallo di battaglia e -personalmente- sono molto curioso di vedere come la cosa si evolverà.
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Ah, dato che ho citato Motorola (ovvero una quasi in fallimento società che produce cellulari e che ha buttato al vento quanto l’interaction design di casa Domus gli aveva regalato), non posso fare a meno di pensare a cellulari che hanno dei piccoli proiettori embedded. Una tecnologia questa che già Nokia aveva mostrato qualche anno or sono e che -come spesso capita- è stata ricacciata in un cassetto. Tutti in attesa -magari al prezzo del fallimento- che iPhone e Android ridisegnino il mondo della telefonia per come lo abbiamo conosciuto. bah!
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From Wired.com: TED: MIT Students Turn Internet Into a Sixth Human Sense — Video
Students at the MIT Media Lab have developed a wearable computing system that turns any surface into an interactive display screen. The wearer can summon virtual gadgets and internet data at will, then dispel them like smoke when they’re done
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- Una raccolta di link sul team Wearable Computing

Connected Cities

Leandro Agro
February 8th, 2009 di Leandro Agro
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Ho trovato sul sito di Andrea Vaccari (italiano che studia al MIT e che ho conosciuto all’eTech08 per un suo bel progetto), questo video che non conoscevo.

A short video on the Future of Connected and Sustainable Cities. Produced by Arup’s London innovation team, in conjunction with Cisco.


The Spime Innovations, and its dilemmas

Leandro Agro
February 5th, 2009 di Leandro Agro
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David Orban -speaker alla TechnoArk Conference- fa il punto su Spimes, evoluzione della Rete e conseguenti dilemmi dell’innovazione tecnologica. Un bel talk -in inglese- da seguire con questo viewer che mostra insieme speaker, slide e successione degli argomenti.


TechnoArk 2009 conference - widenoise

Aspettando WIRED ITALIA (esce il 19 febbraio)

Leandro Agro
February 3rd, 2009 di Leandro Agro
in No Tags

Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, ha fatto un giro nella Redazione della Casa Madre, a San Francisco e ci ha portato questo video (tradotto a lato), colmo di spunti e che fa crescere l’attesa per la prima nuova cover tutta italiana di WIRED.


Un documentario sul design di Apple (in primavera)

Leandro Agro
January 23rd, 2009 di Leandro Agro
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fonte: http://www.objectifiedfilm.com/objectified-trailer/

Le forme au(g)mentate del tempo

Paolo Guglielmoni
December 30th, 2008 di Paolo Guglielmoni
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Alla Triennale Bovisa è in corso una mostra dedicata a “Guido Crepax. Valentina, la forma del tempo“.
Come tutti quelli che erano adolescenti negli anni ‘80, ho conosciuto Valentina in TV prima che a fumetti: quante nottate trascorse con gli amici a fare rewind sulle scene più piccanti di Demetra Hampton nei panni (per lo più svestiti) di Valentina. Questa contingenza ha fatto sì che il mio approccio al personaggio di Crepax fosse fin da subito multimediale: televisivo e poi cartaceo.
Quale gioia, allora, leggere all’ingresso della mostra che lo stesso approccio - multimediale - ha guidato i curatori nel pensare il percorso del visitatore. Cito a memoria (del mio mac su cui ho fatto cut and paste): “Tra gli aspetti distintivi e innovativi di questo allestimento, la multimedialità (con elaborazioni video, punti interattivi e ambienti sonori che riproducono e amplificano l’attualità delle invenzioni linguistiche di Crepax e il suo ininterrotto dialogo col cinema), e una particolare relazione con il visitatore (che, grazie alle gigantografie dei disegni sulle pareti, alla proiezione di immagini e a speciali invenzioni interattive danno l’impressione di entrare fisicamente nello straordinario mondo creato dalla fantasia di Crepax). La mostra è articolata in sezioni tematiche (stanze), in cui le tavole originali dei fumetti si alternano a elaborazioni e interpretazioni multimediali”.
Beh, ma è fantastico! - mi dico - e varco la soglia della prima stanza, mosso dall’energia sinaptica dei miei ricordi adolescenziali.
Mi addentro nei corridoi dove echeggiano suoni e voci; nelle stanze in cui monitor occhieggiano ammiccanti e pruriginosi spioncini invitano a scoprire mini-monitor nascosti al comune pudore. Una grande mostra, davvero. Un’esperienza interattiva e multisensoriale. Immersiva, direi, se fossimo nel 2008. Ma non è così.
Siamo nel 1989. Non c’è altra spiegazione. Mini-monitor, schermi TV, voci nei corridoi: la dotazione tecnologica dei curatori della mostra proviene sicuramente dal 1989 (anno d’uscita di Valentina con Demetra Hampton sulle reti Mediaset). Le mie sinapsi si sono rilassate, rientrando nelle loro locazioni abituali, e hanno iniziato a secernere critiche. Primo, mi hanno stampato in mente due parole: augmented reality. Secondo, mi hanno ricordato che Valentina è di professione fotografa. Fotografa onirica. La fotografia filtra la realtà attraverso le ottiche dell’obiettivo. E Valentina usa questa lente per deformare, per aumentare la realtà, per aggiungerle un livello in più. Realtà aumentata, augmented reality, appunto.
Sia chiaro, non voglio mettermi a fare il curatore di mostre. Al massimo, il suggeritore nella buca. Quello che tira fuori i cartelli con le parole che gli attori dimenticano. E quindi eccomi qui, nella mia buca, a tirar fuori un po’ di link. Innanzitutto metaio, società che sviluppa tool per augmented reality, con cui sono state realizzati progetti molto convincenti come gli augmented reality books che rappresentano un fantastico modo i aggiungere un layer virtuale alla carta stampata. Poi anche il progetto Mini Cabrio, primo (che io sappia) esempio di AR advertising, sempre lavorando su mezzo stampa. Infine, Wikitude AR travel guide, uno dei 50 progetti vincitori dell’Android Contest, che permette di riconoscere e geolocalizzare quello che il cameraphone sta inquadrando, offrendo informazioni e varie amenità.
Tutto questo, insomma, per suggerire che esiste già la tecnologia che potrebbe rendere una mostra come quella sul mondo di Crepax non solo interattiva, ma addirittura immersiva. E soprattutto, per gratificare tutti quelli che come me, partendo da Valentina, hanno poi scoperto che anche la tecnologia è una delle cose più eccitanti che un uomo possa concedersi senza togliersi i pantaloni.

Do Schools Kill Creativity?

Andrea Benassi
December 21st, 2008 di Andrea Benassi
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Molti di voi l’avranno già visto: si tratta dello speech di Ken Robinson al TED 2006. Per chi invece non lo conosce, ecco la versione con sottotitoli in italiano

Design Motivazionale

GianAndrea Giacoma
November 26th, 2008 di GianAndrea Giacoma
in No Tags

Poco più di un anno fa io e Davide Casali proponevamo un primo documento Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network che rappresentava una introduzione ai Social Network, alle conoscenze base per comprenderli ma soprattutto l’inizio di una prospettiva attenta alle dinamiche emotive che li sottendono.

Oggi, dopo l’esperienza accumulata sul campo, i feedback ricevuti e le ulteriori ricerche fatte proponiamo qualcosa di molto più importante e significativo: una metodologia di analisi e progettazione delle dinamiche motivazionali che alimentano i Social Network.
continua »

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