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	<title>Idearium</title>
	<link>http://www.idearium.org</link>
	<description>L'e-zine/Community nata intorno alle interfacce</description>
	<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 14:39:46 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
			<item>
		<title>Web Design Hint: Scroll, not Fold.</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/08/22/web-design-hint-scroll-not-fold/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/08/22/web-design-hint-scroll-not-fold/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 14:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Casali</dc:creator>
		
	<dc:subject>interfacce</dc:subject>
	<dc:subject>design</dc:subject>
	<dc:subject>Usabilità</dc:subject><dc:subject>design</dc:subject><dc:subject>scrolling</dc:subject><dc:subject>usabilità</dc:subject><dc:subject>web</dc:subject>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da tempo che sto ricercando uno studio analitico che risponda al quesito: è meglio inserire un contenuto più sotto nella stessa pagina (scroll) oppure posizionarlo in una seconda pagina (next)? in che situazioni?

Ringrazio quindi Cyanto per aver fatto un post che segnala alcune numeriche e studi qualitativi in merito. Tre sono stati pubblicati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da tempo che sto ricercando uno studio analitico che risponda al quesito: <strong>è meglio inserire un contenuto più sotto nella stessa pagina (scroll) oppure posizionarlo in una seconda pagina (next)? in che situazioni?<br />
</strong></p>
<p>Ringrazio quindi <a title="Cyanto: Informazioni incomplete come invito allo scrolling di pagine web" href="http://www.cyanto.net/soluzioni/informazioni-incomplete-come-invito-allo-scrolling-di-pagine-web/#comment-1133">Cyanto</a> per aver fatto un post che segnala alcune numeriche e studi qualitativi in merito. Tre sono stati pubblicati da <a title="ClickTale" href="http://www.clicktale.com/">ClickTale</a>, basati su analisi effettuate a partire dal loro servizio di tracciamento (<a title="ClickTale: Unfolding the Fold" href="http://blog.clicktale.com/2006/12/23/unfolding-the-fold/">2006/12</a>, <a title=" ClickTale: Scrolling Research Report V2.0 - Part 1: Visibility and Scroll Reach" href="http://blog.clicktale.com/2007/10/05/clicktale-scrolling-research-report-v20-part-1-visibility-and-scroll-reach/">2007/10</a>, <a title="ClickTale: Scrolling Research Report V2.0 - Part 2: Visitor Attention and Web Page Exposure" href="http://blog.clicktale.com/2007/12/04/clicktale-scrolling-research-report-v20-part-2-visitor-attention-and-web-page-exposure/">2007/12</a>). Due invece sono del sito <a title="User Interface Engineering" href="http://www.uie.com">User Interface Engineering</a>, che fa alcune osservazioni qualitative (<a title="As the Page Scrolls" href="http://www.uie.com/articles/page_scrolling/">1998/07</a>, <a title="Utilizing the Cut-off Look to Encourage Users To Scroll " href="http://www.uie.com/brainsparks/2006/08/02/utilizing-the-cut-off-look-to-encourage-users-to-scroll/">2006/08</a>).</p>
<p><a id="more-380"></a></p>
<h3>Analisi Quantitative (ClickTale)</h3>
<p>La prima ricerca (<a title="ClickTale: Unfolding the Fold" href="http://blog.clicktale.com/2006/12/23/unfolding-the-fold/">2006/12</a>), eseguita su un campione di 120.000 views, riporta una evidenza interessante. Nelle pagine in cui è presente una scrollbar <strong>la maggior parte degli utenti (22%, più di 1 su 5) visualizza il 100% della pagina indipendentemente dall&#8217;altezza della stessa</strong>, con un divario notevole rispetto a tutte le altre percentuali:</p>
<p><img alt="Scroll Reach: Relative" id="image377" src="http://www.idearium.org/wp-content/uploads/2008/08/scroll-reachrelative.gif" /></p>
<p>Il secondo dato interessante che si nota su questi dati è che <strong>non c&#8217;è correlazione fra la quantità di pagina vista e la lunghezza della stessa</strong>, come si nota da questo grafico (notate comunque la fluttuazione verso l&#8217;alto sulle prime tre altezze minori):</p>
<p><img alt="Scroll Reach: 90%+" id="image378" src="http://www.idearium.org/wp-content/uploads/2008/08/scroll-reach90more.gif" /></p>
<p>La ricerca successiva del <a title=" ClickTale: Scrolling Research Report V2.0 - Part 1: Visibility and Scroll Reach" href="http://blog.clicktale.com/2007/10/05/clicktale-scrolling-research-report-v20-part-1-visibility-and-scroll-reach/">2007/10</a> esegue analisi più complesse su un campione più ampio ma conferma questi dati. Interessante invece quella del <a title="ClickTale: Scrolling Research Report V2.0 - Part 2: Visitor Attention and Web Page Exposure" href="http://blog.clicktale.com/2007/12/04/clicktale-scrolling-research-report-v20-part-2-visitor-attention-and-web-page-exposure/">2007/12</a> che aggiunge il fattore tempo, ovvero correla i dati precedenti con la quantità di tempo che gli utenti spendono su una determinata parte della pagina.<br />
ClickTale cita il tempo speso come &#8220;attention&#8221; (&#8221;attenzione&#8221;) ma credo sia un errore stabilire una correlazione diretta fra i numeri analizzati e l&#8217;attenzione dell&#8217;utente. Preferisco usare &#8220;permanenza&#8221;:</p>
<p><img alt="Scroll Reach: Cluster Attention" id="image379" src="http://www.idearium.org/wp-content/uploads/2008/08/scroll-clusterattention.gif" /></p>
<p>Il grafico in questo caso è un po&#8217; confuso, si notano però alcune caratteristiche interessanti. La prima è il picco intorno ai <strong>500 pixel</strong>, quasi ovvio visto che è lo spazio che appare immediatamente caricata la pagina. Successivamente c&#8217;è un rapido declino (esponenziale) fino ai <strong>1000 pixel</strong> (si vede meglio sugli <a title="ClickTale: Visibility vs Absolute Scrolling Reach" href="http://blog.clicktale.com/2007/12/04/clicktale-scrolling-research-report-v20-part-2-visitor-attention-and-web-page-exposure/">altri grafici</a> riportati da ClickTale) e dai 1000 in poi il calo è lineare, con un <strong>nuovo picco a fondo pagina</strong>, probabilmente perché spesso è presente un <strong>footer navigabile</strong> e in generale l&#8217;<strong>utente si interroga su come proseguire la navigazione</strong>.</p>
<p>Queste analisi numeriche <strong>non rispondono alla mia domanda iniziale</strong> (<em>&#8220;scroll o next?&#8221;</em>), ma sono un interessante insight su alcune dinamiche che avvengono e buoni suggerimenti su come progettare la pagina.</p>
<h3>Analisi Qualitative (UIE)</h3>
<p>L&#8217;articolo del 1998 di Jared M. Spool <a title="As the Page Scrolls" href="http://www.uie.com/articles/page_scrolling/">&#8220;As the Page Scrolls&#8221;</a> inizia così:</p>
<blockquote><p>Users <strong>say</strong> they don’t like to scroll. As a result, many designers try to keep their web pages short.</p>
<p>But one of the most significant findings of our research on web-site usability   is that <strong>users are perfectly willing to scroll</strong>. However, they’ll only do   it if the page gives them <strong>strong clues</strong> that scrolling will help them find what   they’re looking for.</p></blockquote>
<p>L&#8217;introduzione è già di per sé una ottima sintesi del resto dell&#8217;articolo: sintetizza sia il problema cognitivo degli utenti sia la risposta progettuale.</p>
<p>L&#8217;evidenza di queste affermazioni è stata portata alla luce da alcuni test utente fatti su due versioni di un sito: uno con pagine lunghe, l&#8217;altro con pagine che stavano perfettamente nello spazio visuale del browser (quindi, senza barre di scorrimento).<br />
Il risultato è che l&#8217;utente <strong>non ha avuto alcuna percezione di miglioramento in quella senza barre</strong> e al contrario è riuscito a <strong>raggiungere più facilmente l&#8217;obiettivo quando i contenuti erano presentati su una sola pagina</strong>.</p>
<p>Il problema evidenziato è che nel caso di pagine corte gli utenti per reperire informazioni dovevano continuamente fare una <strong>navigazione a rimbalzo</strong>, ovvero continuare a clickare avanti, tornare indietro, clickare avanti e così via.</p>
<p>Una pagina lunga diventa ancora più efficace se viene fatto un <strong>raggruppamento logico e funzionale</strong> sia dei link che portano altrove, sia dei contenuti interni, in modo che l&#8217;utente con un <strong>colpo d&#8217;occhio</strong> è in grado di localizzare l&#8217;informazione che richiede. Non dimentichiamo infatti che in media <a title="Jackob Nielsen: Why Web Users Scan Instead of Reading" href="http://www.useit.com/alertbox/whyscanning.html">gli utenti non leggono, scansionano</a>.</p>
<p>L&#8217;articolo seguente sempre di Jared M. Spool, <a title="Utilizing the Cut-off Look to Encourage Users To Scroll " href="http://www.uie.com/brainsparks/2006/08/02/utilizing-the-cut-off-look-to-encourage-users-to-scroll/">&#8220;Utilizing the Cut-off Look to Encourage Users To Scroll&#8221;</a>, fornisce una ultima indicazione: <strong>dare alle pagine lunghe un look &#8220;tagliato&#8221;</strong> (&#8221;cut-off look&#8221;), in modo che vi sia l&#8217;<a title="Wikipedia: Affordance" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Affordance">affordance</a> visuale di un contenuto che prosegue.</p>
<h3>In Sintesi, i Principi</h3>
<p>Da tutta questa discussione possiamo rilevare alcuni punti interessanti:</p>
<ol>
<li>La <strong>lunghezza della pagina non influenza il comportamento di scrolling</strong>.</li>
<li>L&#8217;utente è <strong>propenso a usare lo scroll</strong>, frequentemente fino in fondo (22%, circa 1 su 5).</li>
<li>E&#8217; necessario fornire <strong>forti suggerimenti visuali</strong> indicanti che la pagina prosegue oltre la parte immediatamente visibile (&#8221;cut-off look&#8221;).</li>
<li>La lunghezza della pagina è quindi determinata solamente dal <strong>contenuto</strong>: se ci sono tante informazioni <strong>correlate</strong> è <strong>meglio</strong> che siano raggruppate assieme, altrimenti si possono separare in differenti pagine.</li>
</ol>
<p>In generale io propendo alla presentazione <a title="Wikipedia: Panopticon" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panopticon">panottica</a> dei dati, perché consente all&#8217;utente di vedere meglio la struttura dell&#8217;informazione e quindi migliora la sua possibilità di scelta, gli da controllo. Più in generale, le informazioni presentate simultaneamente su un ampio spazio sono più fruibili di piccoli contenuti spezzati.</p>
<p>Spesso questa tesi viene contraddetta dicendo che l&#8217;utente vuole poche informazioni e si &#8220;spaventa&#8221; se ci sono troppe informazioni: è vero, ma questo è un problema di presentazione, non di quantità. <strong>A parità di contenuti ci sono molti modi di veicolare il messaggio: alcuni semplici, altri complicati</strong>. <em>Come sempre accade fare una cosa semplice è difficile</em> ed è il motivo per cui nella maggior parte dei casi le pagine lunghe sono anche caotiche.</p>
<p>Una piccola precisazione su questo ragionamento: utilizzare più spazio rende più fruibili le informazioni, ma spesso questo si scontra con i problemi di gestione dello spazio stesso: un giornale è scomodo da sfogliare, a causa delle sue dimensioni. Un libro invece sta nello zaino. E un cellulare in tasca. Bisogna quindi tenere in considerazioni anche questi fattori, come sempre trovando un <strong>bilanciamento</strong>. Ovvero, il ruolo del designer.
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Matita che Disegna La Radio</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/07/15/la-matita-che-disegna-la-radio/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/07/15/la-matita-che-disegna-la-radio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 09:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aaron Brancotti</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject>
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		<description><![CDATA[E&#8217; andata cosi&#8217;: io vedo un video di una roba geniale (che vi rivelero&#8217; solo alla fine, altrimenti dovrei uccidervi), e lo mando al ProTuzzi. Gli scrivo: &#8220;e mi ero pure fatto un ribbon controller a matita, quando avevo 15 anni, perche&#8217; non ci ho pensato io?&#8221;&#8230; me lo ricordo bene, ho aperto il Bontempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; andata cosi&#8217;: io vedo un video di una roba geniale (che vi rivelero&#8217; solo alla fine, altrimenti dovrei uccidervi), e lo mando al ProTuzzi. Gli scrivo: &#8220;e mi ero pure fatto un ribbon controller a matita, quando avevo 15 anni, perche&#8217; non ci ho pensato io?&#8221;&#8230; me lo ricordo bene, ho aperto il Bontempi e sacrificato i quattro tasti piu&#8217; alti pur di emulare (nella mia mente di quindicenne) Keith Emerson e il suo monumentale Moog, nella performance di Pictures At An Exibition.. e il ProTuzzi mi risponde: ricordo una storia di topolino&#8230; non ricordo se era qui quo qua prigionieri o pippo o topolino ma riescono a costruire una radio usando una matita&#8230; disegnando simboli sul foglio.</p>
<p>SIII! Me la ricordo anche io, quella storia! Un uso creativo della grafite, insomma&#8230; se ci fanno i potenziometri&#8230; Almeno, UNA VOLTA ci facevano i potenziometri&#8230;</p>
<p><strong>E poi mi chiedete perche&#8217; mi piace l&#8217;iPhone? Si e&#8217; capito che ho la mania delle robe senza tasti?</strong></p>
<p>il Ribbon: <a href="http://www.doepfer.de/a198.htm" target="_blank">http://www.doepfer.de/a198.htm<br />
</a><br />
<strong>Keith Emerson, ormai attempato, che lo usa:</strong><br />
<img src="http://www.dryden29.net/music/nearfest/2006/062506_0857_full.jpg" width="500" height="350"></p>
<p>Ma qui e&#8217; meglio (anche se non riesco a trovare esattamente dove lo usa - il filmato non e&#8217; dei migliori, ma il Moog e&#8217; COMMOVENTE:)<br />
<object width="425" height="344"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4ovyF9g3GjA&#038;hl=en&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/4ovyF9g3GjA&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><br/><br />
L&#8217;utilizzo del Ribbon da parte di Emerson e&#8217; leggendario (leggete il commento):<br />
- <a href="http://lenhumbird.blogspot.com/2007/04/keith-emerson-mini-statue.html" target="_blank">http://lenhumbird.blogspot.com/2007/04/keith-emerson-mini-statue.html</a></p>
<p>Se c&#8217;e&#8217; qualche tastierista, piangiamo insieme:<br />
<object width="425" height="344"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/N0FuFfcCZiE&#038;hl=en&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/N0FuFfcCZiE&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><br/><br/><br />
Un moderno &#8220;ribbon on steroids&#8221;:<br />
- <a href="http://www.hakenaudio.com/Continuum/html/overview/Intro.html" target="_blank">http://www.hakenaudio.com/Continuum/html/overview/Intro.html</a></p>
<p>Parlando di multitouch, chi ci ricorda questo Lemur?<br />
- <a href="http://www.jazzmutant.com/lemur_overview.php" target="_blank">http://www.jazzmutant.com/lemur_overview.php</a></p>
<p>Il Continuum costa troppo? OK, l&#8217;iPhone costa meno (nonostante i vari Mr.Waterloo) e ci viene in aiuto:<br />
- <a href="http://moocowmusic.com/Band/" target="_blank">http://moocowmusic.com/Band/</a> (grande il video che mostra come funziona!)</p>
<p><br/><br />
Costruiscitelo! (il ribbon, non l&#8217;iPhone&#8230;)<br />
- <a href="http://blog.makezine.com/archive/2005/06/diy_ribbon_cont.html" target="_blank">http://blog.makezine.com/archive/2005/06/diy_ribbon_cont.html</a></p>
<p><br/><br />
E FINALMENTE l&#8217;oggetto che ha scatenato questo post:<br />
<object width="425" height="344"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gDaj3tBSM2M&#038;hl=en&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/gDaj3tBSM2M&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>- sito originale: <a href="http://drawdio.com/" target="_blank">http://drawdio.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Back on Augumented Reality</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/07/11/back-on-augumented-reality/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/07/11/back-on-augumented-reality/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 19:38:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Agro</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject>
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		<description><![CDATA[



]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kd0rCu3teb8&#038;hl=en&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kd0rCu3teb8&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>The Cloud: una super interfaccia targata MIT e che sa di Italia</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/06/24/the-cloud-una-super-interfaccia-targata-mit-e-che-sa-di-italia/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/06/24/the-cloud-una-super-interfaccia-targata-mit-e-che-sa-di-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 06:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Agro</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject>
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		<description><![CDATA[Silvio Cioni, vecchia conoscenza interaction, mi ha segnalato questo progetto del MIT curato da Federico Casalegno. A me pare visivamente molto interessante. Aldilà dell&#8217;oggetto funzionante (non è fiction) non posso non apprezzare la cura con cui il video stesso è realizzato. Certo l&#8217;utilità&#8230;



	The Cloud - from mitmobileexperiencelab on Vimeo.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Silvio Cioni, vecchia conoscenza interaction, mi ha segnalato questo progetto del MIT curato da Federico Casalegno. A me pare visivamente molto interessante. Aldilà dell&#8217;oggetto funzionante (non è fiction) non posso non apprezzare la cura con cui il video stesso è realizzato. Certo l&#8217;utilità&#8230;</p>
<p><object width="400" height="225"><br />
<param name="allowfullscreen" value="true" />
<param name="allowscriptaccess" value="always" />
<param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1199539&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" />	<embed src="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1199539&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"></embed></object><br /><a href="http://www.vimeo.com/1199539?pg=embed&#038;sec=1199539">The Cloud -</a> from <a href="http://www.vimeo.com/user548757?pg=embed&#038;sec=1199539">mitmobileexperiencelab</a> on <a href="http://vimeo.com?pg=embed&#038;sec=1199539">Vimeo</a>.
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Interaction Sightings: Ancora ATM, nuova lista biglietterie automatiche&#8230;</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/06/11/interaction-sightings-ancora-atm-nuova-lista-biglietterie-automatiche/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/06/11/interaction-sightings-ancora-atm-nuova-lista-biglietterie-automatiche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 13:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Casali</dc:creator>
		
	<dc:subject>Usabilità</dc:subject>
	<dc:subject>milano</dc:subject>
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		<description><![CDATA[Era un po&#8217; che non acquistavo un biglietto presso le biglietterie automatiche e oggi ho ricevuto una interessante sorpresa. Provate ad indovinare il problema:

Vi faccio i complimenti se avete a questo punto già intuito il problema.
Questa è la seconda schermata, se ricordate la prima è una inutile pagina introduttiva, qui si seleziona il biglietto prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era un po&#8217; che non acquistavo un biglietto presso le biglietterie automatiche e oggi ho ricevuto una interessante sorpresa. Provate ad indovinare il problema:</p>
<p><img alt="ATM Nuova Lista Biglietteria Automatica" id="image367" src="http://www.idearium.org/wp-content/uploads/2008/06/atm-nuova-lista-biglietterie.jpg" /><br />
Vi faccio i complimenti se avete a questo punto già intuito il problema.<br />
Questa è la seconda schermata, se ricordate la prima è una inutile pagina introduttiva, qui si seleziona il biglietto prima di pagare. Non entro nei dettagli dell&#8217;analisi del sistema che ho <a title="ATM Milano rinnova i biglietti… davvero un miglioramento?" href="http://www.idearium.org/2006/07/15/atm-milano-rinnova-i-biglietti%e2%80%a6-davvero-un-miglioramento/">già fatto precedentemente</a>.</p>
<p>Vi fornisco altri due suggerimenti per indovinare:</p>
<p><a title="Interaction Sightings: piccola nota di costume ATM Milano" href="http://im.digitalhymn.com/2006/08/22/usabilita-e-senso-pratico-piccola-nota-di-costume-atm-milano/"><img alt="ATM2006 Ecco Cosa Accade" id="image368" src="http://www.idearium.org/wp-content/uploads/2008/06/atm2006-eccocosaaccade.jpg" /><br />
</a></p>
<p><a title="Interaction Sightings: piccola nota di costume ATM Milano / 2" href="http://im.digitalhymn.com/2006/09/18/usabilita-e-senso-pratico-piccola-nota-di-costume-atm-milano-2/"><img alt="ATM Milano: nota 2" id="image369" src="http://www.idearium.org/wp-content/uploads/2008/06/atmmilano-nota02.jpg" /><br />
</a></p>
<p>Presi da due mie segnalazioni precedenti (del <a title="Interaction Sightings: piccola nota di costume ATM Milano" href="http://im.digitalhymn.com/2006/08/22/usabilita-e-senso-pratico-piccola-nota-di-costume-atm-milano/">22/08/2006</a>, e del <a title="Interaction Sightings: piccola nota di costume ATM Milano / 2" href="http://im.digitalhymn.com/2006/09/18/usabilita-e-senso-pratico-piccola-nota-di-costume-atm-milano-2/">18/09/2006</a>).</p>
<p>Il problema è che la prima voce - preselezionata - è&#8230; la <strong>lingua</strong>!</p>
<p>Quindi, ora, è <strong>impossibile</strong> <em>&#8220;premere 2 volte il tasto OK - poi mettere i soldi&#8221;</em> per ottenere un biglietto urbano, pratica nozione per chi non volesse cimentarsi con le difficoltà d&#8217;uso dell&#8217;apparecchio.<br />
Se premi due volte, ora arrivi alla selezione della lingua.</p>
<p><em>Comodo, eh?</em></p>
<p>In aggiunta al problema c&#8217;è l&#8217;eterogeneità degli elementi: dalla stessa lista non solo compro biglietti e ricarico abbonamenti, ma cambio anche la lingua. <em>Brr</em>.</p>
<p>Ho provato a trovare i pro di questa soluzione, per cercare di avere una visione più obiettiva:</p>
<ol>
<li><em>In questo modo l&#8217;utente viene costretto a leggere e non a fare un acquisto di impulso premendo a caso.</em><br />
Il problema non sussiste: perso un automatismo se ne fa un altro, è già un errore avere distrutto il precedente dopo ormai due anni di uso. Inoltre al pagamento è specificato il prezzo che se differisce mi porta ad annullare l&#8217;operazione.<br />
Ok, <strong>scartata</strong>.</li>
<li><em>La lingua è la cosa più importante per gli stranieri, deve essere di rapido accesso.</em><br />
Il problema rimane: &#8220;Lingua / Language&#8221; è solo per parlanti italiano e inglese ed è comunque nella seconda schermata. Inoltre, la percentuale di stranieri che utilizzano il dispositivo è bassissima, anche se ovviamente non è da trascurare.<br />
Ok, <strong>scartata</strong>.</li>
<li><em>Probabilmente il sistema è stato progettato a basso costo e quando è stato necessario introdurre un comportamento differente si è trovata la soluzione a minor impatto in assoluto.</em><br />
L&#8217;approccio è sbagliato: non si possono progettare soluzioni simili a &#8220;low budget&#8221;!<br />
Ok, <strong>possibile ma sbagliato</strong>.</li>
</ol>
<p>Non mi vengono altre idee in mente, passiamo alle <strong>soluzioni</strong>.</p>
<p>Senza procedere al rifacimento integrale del sistema (che farei volentieri, ma ovviamente non gratis) una soluzione semplice esisteva, ed <a title="Mezzi Pubblici: Milano dovrebbe imparare da Tokyo" href="http://www.idearium.org/2007/09/03/mezzi-pubblici-milano-dovrebbe-imparare-da-tokyo/">ancora una volta bastava copiare</a>: il sistema di selezione lingua delle biglietterie <strong>Trenitalia</strong>. Non sarà il sistema migliore al mondo, ma quantomeno ha un buon margine di funzionalità ed è semplicemente una pulsantiera con le bandiere degli stati.</p>
<p>~</p>
<p><span style="font-style: italic">Mi piacerebbe fare una rubrica su Idearium chiamata &#8220;</span><span style="font-weight: bold; font-style: italic">Interaction Sightings</span><span style="font-style: italic">&#8220;, sullo stile di questo post: problemi che fanno riflettere (con soluzioni proposte) e interessanti modelli di interazione che incontriamo durante la vita di tutti i giorni.</span>
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una stampante 3D? Puoi farla con i LEGO a patto di&#8230;.</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/06/03/una-stampante-3d-puoi-farla-con-i-lego-a-patto-di/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 08:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Agro</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject>
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		<description><![CDATA[Bastano dei LEGO per costruirti in casa una stampante 3D, ma soltanto se trovi un materiale sufficientemente malleabile e duttile da poter essere plasmato per realizzare il tuo oggetto 3D. Ecco che una idea semplice e geniale può rendere tutto FACILE ed APPETIBILE: usare il CIOCCOLATO come materiale per stampare gli oggetti. D&#8217;ora in poi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bastano dei LEGO per costruirti in casa una stampante 3D, ma soltanto se trovi un materiale sufficientemente malleabile e duttile da poter essere plasmato per realizzare il tuo oggetto 3D. Ecco che una idea semplice e geniale può rendere tutto FACILE ed APPETIBILE: usare il CIOCCOLATO come materiale per stampare gli oggetti. D&#8217;ora in poi, forse, i cioccolatini li disegnarai con il CAD! <img src='http://www.idearium.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img src="http://www.instructables.com/files/deriv/F06/LGJU/FAKEP27QRZS/F06LGJUFAKEP27QRZS.MEDIUM.jpg" alt="LEGO cocholate 3D Printer, da Instructables.com"><br />
da Instructables.com<br />
<em>3D chocolate printer made from LEGO - Using lego and a few custom components a 3D printer for chocolate is possible. I did this project a long time ago so the documentation is incomplete, but hopefully it will inspire someone to rebuild it and fill in the blanks</em> - <strong><a href="http://www.instructables.com/id/3D-chocolate-printer-made-from-LEGO/" target="_blank">Vai all&#8217;articolo originale</a></strong></p>
<p>Qui c&#8217;è invece chi -e sono moooooolto giovani- con i LEGO ci fanno la cioccolata <img src='http://www.idearium.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
<object width="425" height="355"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-2LWjrIlHZk&#038;hl=en"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-2LWjrIlHZk&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
</p>
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		<title>Google Earth dentro al Web</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/05/29/google-earth-dentro-al-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 13:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Agro</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject>
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		<description><![CDATA[Interoperabilità, portabilità, possibilità di fare mash-ups sono i criteri di evoluzione o sparizione delle tecnologie internet di oggi. Sono quegli aspetti della nostra vita digitale per cui si fa presto a dire &#8220;se non esiste su Google, allora non esiste!&#8221; (con tutto ciò che di negativo ciò comporta) e che domani potrebbe essere &#8220;se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interoperabilità, portabilità, possibilità di fare mash-ups sono i criteri di evoluzione o sparizione delle tecnologie internet di oggi. Sono quegli aspetti della nostra vita digitale per cui si fa presto a dire &#8220;se non esiste su Google, allora non esiste!&#8221; (con tutto ciò che di negativo ciò comporta) e che domani potrebbe essere &#8220;se non gira su iPhone allora non funziona&#8221;. Oggi, seppur con il pegno, possiamo almeno dire che Google Earth gira dentro ad un browser. Adesso lo voglio su iPhone2 con GPS. <img src='http://www.idearium.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object width="425" height="355"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6mrG_bsqC6k&#038;hl=en"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6mrG_bsqC6k&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
</p>
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		<title>Una rivista digitale italiana sulla User Experience? Eccola!</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/05/25/una-rivista-digitale-italiana-sulla-user-experience-eccola/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/05/25/una-rivista-digitale-italiana-sulla-user-experience-eccola/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 May 2008 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Cerra</dc:creator>
		
	<dc:subject>idearium</dc:subject>
	<dc:subject>Second Life</dc:subject>
	<dc:subject>Usabilità</dc:subject>
	<dc:subject>eyetracking</dc:subject>
	<dc:subject>italia</dc:subject>
	<dc:subject>media digitali</dc:subject>
	<dc:subject>user-experience</dc:subject>
	<dc:subject>ux</dc:subject><dc:subject>adobe</dc:subject><dc:subject>design</dc:subject><dc:subject>rivista</dc:subject><dc:subject>user experience</dc:subject><dc:subject>usermatter</dc:subject><dc:subject>UX</dc:subject>
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		<description><![CDATA[User Experience. Certo, se ne parla già tanto su autorevolissime fonti on-line e off-line, soprattutto all&#8217;estero. Ma siccome l&#8217;argomento è ampio e affascinante, perchè non farne oggetto di una rivista digitale made in Italy che esplora &#8220;l&#8217;esperienza utente&#8221; da diversi punti di vista?
Considerando poi che molti dei punti di vista coincidono con gli occhi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>User Experience. Certo, se ne parla già tanto su autorevolissime fonti on-line e off-line, soprattutto all&#8217;estero. Ma siccome l&#8217;argomento è ampio e affascinante, perchè non farne oggetto di una rivista digitale <em>made in Italy </em>che esplora &#8220;l&#8217;esperienza utente&#8221; da diversi punti di vista?</p>
<p>Considerando poi che molti dei punti di vista coincidono con gli occhi di amici di Idearium (a proposito, le porte sono aperte per chi cerca &#8220;onore e gloria&#8221;), e che molti altri invece appartengono ai guru della progetta-grammazione di RIA e applicazioni Web di casa nostra, un clic per scaricare l&#8217;utlima edizione di <a href="http://www.usermatter.com/">Usermatter.com </a>potrebbe non essere <em>il sesto miglior modo per perdere tempo on line</em>. </p>
<p>PS. Garantisco sugli ingredienti&#8230; non sul cuoco!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Robot autoriparanti</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/05/15/robot-autoriparanti/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/05/15/robot-autoriparanti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 07:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leandro Agro</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject><dc:subject>arti</dc:subject><dc:subject>intelligenza</dc:subject><dc:subject>robot</dc:subject><dc:subject>Singolarità</dc:subject>
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		<description><![CDATA[La robotica continua ad affascinarmi soprattutto per le capacità che potrebbe dotare all&#8217;uomo, ma un uomo ingabbiato in un esoscheletro sarebbe succube di un eventuale guasto o danno comunque provocato alla sua struttura. Ecco perchè mi interessa moltissimo vedere -anche in piccole cose- degli automi di dimensioni sensibili che siano capaci di autoripararsi o riconfigurarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La robotica continua ad affascinarmi soprattutto per le <a href="http://youtube.com/watch?v=VSP46lWvxJ4" target="_blank">capacità che potrebbe dotare all&#8217;uomo</a>, ma un uomo ingabbiato in un esoscheletro sarebbe succube di un eventuale guasto o danno comunque provocato alla sua struttura. Ecco perchè mi interessa moltissimo vedere -anche in piccole cose- degli automi di dimensioni sensibili che siano capaci di autoripararsi o riconfigurarsi in qualche modo. Siamo -credo- ancora ai primi  passi e non c&#8217;è ancora stata una accelerazione drammatica in questo settore, ciò nonostante avvengono di continuo cose nuove.<br />
<em> (o forse sono io che mi accorgo di botto di cose già esistenti e che non avevo prima colto nel radar)<br />
</em><br />
.<br />
<object width="425" height="355"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vlXh8RvvcuI&#038;hl=en"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vlXh8RvvcuI&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="355"><br />
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VyzVtTiax80&#038;hl=en"></param>
<param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/VyzVtTiax80&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object>
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Experience Design a Roma</title>
		<link>http://www.idearium.org/2008/05/14/experience-design-a-roma/</link>
		<comments>http://www.idearium.org/2008/05/14/experience-design-a-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 May 2008 18:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Ruotolo</dc:creator>
		
	<dc:subject>Uncategorized</dc:subject><dc:subject>architettura</dc:subject><dc:subject>comunicazione</dc:subject><dc:subject>design</dc:subject><dc:subject>interaction design</dc:subject><dc:subject>percezione</dc:subject><dc:subject>Roma</dc:subject><dc:subject>user experience</dc:subject>
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		<description><![CDATA[
Si svolge a Roma il nuovo Master in Cultural Experience Design and Management promosso dalla  Domus Academy e dall’IRFI, Istituto Romano per la Formazione Imprenditoriale/Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma. Roma rappresenta l’ambiente naturale per il MED, grazie alla sua ricchezza storico-artistica, ai suoi siti architettonici contemporanei, alla sua rete di istituzioni culturali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="MED Roma" src="http://www.osaweb.net/pagine/risorse/immagine1.jpg" /></p>
<p>Si svolge a <strong>Roma</strong> il nuovo <a title="Master in Cultural Experience Design and Management " href="http://www.masterculturalexperiencedesign.com"><strong>Master in Cultural Experience Design and Management</strong></a> promosso dalla  <a title="Domus Academy" href="http://www.domusacademy.it/"><strong>Domus Academy</strong></a> e dall’<a title="IRFI" href="http://www.irfi.it/"><strong>IRFI</strong></a>, Istituto Romano per la Formazione Imprenditoriale/Azienda Speciale della <a title="Camera di Commercio di Roma" href="http://www.rm.camcom.it/"><strong>Camera di Commercio di Roma</strong></a>. Roma rappresenta l’ambiente naturale per il <strong>MED</strong>, grazie alla sua ricchezza storico-artistica, ai suoi siti architettonici contemporanei, alla sua rete di istituzioni culturali, alla sua industria cinematografica e al suo consistente e costante flusso di turisti. Il MED intende, dunque, formare manager di esperienze culturali e professionisti in grado di restituire il giusto valore al patrimonio artistico e culturale, combinando competenze di comunicazione, di design e di management. La prima parte dell’attività didattica è organizzata in workshop tematici integrati con lezioni specifiche. La seconda è dedicata alla Tesi Finale di Master. I workshop si articolano in quattro aree tematiche: Humanities, Scienze dell’Uomo, Economia e Destination Management, Tecnologia.</p>
<p>E’ possibile averne un’idea: <strong>giovedì 15 maggio 2008</strong> nella sede romana del Master MED, in via Ticino 14, alle <strong>ore 14.30</strong>, ci sarà un piccolo evento di chiusura delle attività didattiche. Verranno presentati i lavori conclusivi del quinto ed ultimo workshop del Master, dal titolo &#8220;L&#8217;elaborazione dell&#8217;esperienza&#8221;, coordinato da <a title="7hfloor" href="http://www.7thfloor.it/"><strong>Andrea Genovese</strong></a>, e con la collaborazione di <strong>Claudio Moderini</strong> e di <a title="Mattia Darò" href="http://www.daro-daro.com/md/index.htm"><strong>Mattia Darò</strong></a>. Gli studenti del Master presenteranno i loro progetti:&#8221;30 metri sopra il cielo - Gli ascensori del Vittoriano&#8221;, &#8220;Dal marmo la vita - La Galleria Borghese&#8221;, &#8220;Rendiamo visibile quello che non lo è - I tesori nascosti dei musei comunali romani&#8221;. Alla conclusione della presentazione, verrà brevemente presentata la <strong>seconda edizione del Master</strong>, che partirà nel mese di <strong>novembre 2008</strong>.
</p>
]]></content:encoded>
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